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All'arch. Frank Owen Gehry il Leone d’Oro alla carriera

Frank Owen Gehry architetto
Il Cda della Biennale di Venezia, presieduto da Paolo Baratta,in data 27 Giugno 2008 ha assegnato all'architetto Frank Gehry il Leone d’oro alla carriera dell’11. Mostra Internazionale di Architettura.
La nomina di Frank Gehry è avvenuta perché in linea con lo spirito dell’11. Mostra Internazionale di Architettura. L’opera di Gehry secondo il Cda della Biennale di Architettura è il risultato di anni di sperimentazione, ricerca architettonica e artistica.
Aaron Betsky commenta così il leone d'oro alla carriera di Frank Gehry:
“Frank Gehry ha trasformato l’architettura moderna. L’ha liberata dai confini della "scatola" e dai limiti delle comuni pratiche costruttive. Tanto sperimentale quanto le pratiche artistiche che l’hanno ispirata, l’architettura di Gehry è il vero moderno modello per un’architettura oltre il costruire”.
Aaron Betsky spiega perché il Leone d'oro alla carriera è stato aggiudicato a Frank Owen Gehry:
Nessun altro architetto vivente ci ha mostrato più chiaramente di Frank Owen Gehry, quanto meravigliosa e produttiva può essere la sperimentazione. Oggi, nella sua quinta decade di attività, Frank Gehry è uno dei più famosi architetti al mondo, grazie agli esuberanti design per strutture quali il Guggenheim di Bilbao (1998) o la Walt Disney Concert Hall (2005). Ciò che non possono comprendere tutti coloro che ammirano le sue forme sinuose, e l’abbraccio pieno di luce del suo spazio, è che alla base di queste forme non c’è la pura intuizione, ma anni di sperimentazione.
Dopo aver avviato un’attività di successo nella Los Angeles degli anni ’60, Gehry ha abbandonato la ricerca delle commissioni su larga scala, per il design di strutture su piccola scala, in cui ha visto la possibilità di ridurre l’architettura alle sue figure più elementari. Ha poi destabilizzato le relazioni fra queste ultime, e le ha ricomposte liberamente. È andato anche più oltre nel design della sua stessa abitazione a Santa Monica, in California (1978), nella quale ha spogliato la costruzione fino ai suoi nudi materiali, e ha incorporato i frammenti di strutture esistenti, una corsia d’asfalto e un recinto, ridefinendola in una costruzione (non) finita.
Avendo ridotto l’architettura ai suoi blocchi primari, Gehry l’ha poi ricostruita nuovamente in un villaggio senza forma, fatto di forme che lui ha ricomposto come blocchi danzanti e forme spinte. La penetrazione nelle strutture che l’ha reso famoso, deriva non dal risultato di una commissione, ma dal ritorno a elementi extra-architettonici che ha ricavato dall’arte, oppure – nel caso del pesce che è diventato il suo mantra formale – dalle sue stesse memorie.
Frank Gehry è stato anche fra i primi grandi architetti a modificare il design con l’aiuto del computer. Per lui, questa non è stata una via per creare edifici con più efficienza, ma per liberare l’architetto da una posizione dipendente da ciò che lei (o lui) vede, in una nuova posizione in cui tutto ciò che l’architetto può immaginare, può anche costruire.
Frank Gehry ha trasformato l’architettura moderna. dimostrando che le soluzioni tecniche che l’architettura offre, non servono altro che a realizzare strumenti culturali che ci liberano verso una nuova comprensione del nostro mondo. Sgusciante come il suo pesce, aperta come le sue costruzioni spoglie, e tanto sperimentale quanto le attività artistiche che sono state la sua ispirazione, l’architettura di Frank Gehry rappresenta il vero modello moderno per un’architettura ‘oltre il costruire’.
Dopo aver avviato un’attività di successo nella Los Angeles degli anni ’60, Gehry ha abbandonato la ricerca delle commissioni su larga scala, per il design di strutture su piccola scala, in cui ha visto la possibilità di ridurre l’architettura alle sue figure più elementari. Ha poi destabilizzato le relazioni fra queste ultime, e le ha ricomposte liberamente. È andato anche più oltre nel design della sua stessa abitazione a Santa Monica, in California (1978), nella quale ha spogliato la costruzione fino ai suoi nudi materiali, e ha incorporato i frammenti di strutture esistenti, una corsia d’asfalto e un recinto, ridefinendola in una costruzione (non) finita.Avendo ridotto l’architettura ai suoi blocchi primari, Gehry l’ha poi ricostruita nuovamente in un villaggio senza forma, fatto di forme che lui ha ricomposto come blocchi danzanti e forme spinte. La penetrazione nelle strutture che l’ha reso famoso, deriva non dal risultato di una commissione, ma dal ritorno a elementi extra-architettonici che ha ricavato dall’arte, oppure – nel caso del pesce che è diventato il suo mantra formale – dalle sue stesse memorie.
Frank Gehry è stato anche fra i primi grandi architetti a modificare il design con l’aiuto del computer. Per lui, questa non è stata una via per creare edifici con più efficienza, ma per liberare l’architetto da una posizione dipendente da ciò che lei (o lui) vede, in una nuova posizione in cui tutto ciò che l’architetto può immaginare, può anche costruire.Frank Gehry ha trasformato l’architettura moderna. dimostrando che le soluzioni tecniche che l’architettura offre, non servono altro che a realizzare strumenti culturali che ci liberano verso una nuova comprensione del nostro mondo. Sgusciante come il suo pesce, aperta come le sue costruzioni spoglie, e tanto sperimentale quanto le attività artistiche che sono state la sua ispirazione, l’architettura di Frank Gehry rappresenta il vero modello moderno per un’architettura ‘oltre il costruire’.
In coincidenza della 11. Biennale di Architettura con la ricorrenza del 500° anniversario della nascita di Andrea Palladio, il Cda ha voluto assegnare uno speciale Leone d’oro alla carriera allo storico dell’architettura americano James S. Ackermann, uno dei più importanti scrittori della storia dell’architettura Rinascimentale.
Inoltre il Cda ha approvato la definizione dei premi ufficiali per i partecipanti dell’11. Mostra di Architettura, Out There: Architecture Beyond Building:
Leone d'oro per la miglior partecipazione nazionale.
Leone d'oro per il miglior progetto della Mostra Internazionale Out There: Architecture Beyond Building
Leone d'argento per un giovane architetto emergente nella 11. Mostra Internazionale di Architettura
La giuria internazionale che dovrà assegnare tali premi per la Biennale di Architettura è stata composta da Aaron Betsky nel seguente modo:
Paola Antonelli (Italia), curatore del dipartimento di Architettura e Design del Museum of Modern Art (Moma) di New York
Max Hollein (Austria), direttore del Städelsches Kunstinstitut e del Schirn Kunsthalle di Francoforte
Jeffrey Kipnis (Usa), critico e docente all’Università dell’Ohio
Farshid Moussavi (Iran), fondatrice del Foreign Office Architecture di Londra, docente all’Harvard University Graduate School of Design
Luigi Prestinenza Puglisi (Italia), critico, storico e docente, specializzato in pianificazione urbanistica, insegna Storia dell’architettura contemporanea all’Università di Roma La Sapienza.
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